C’è molta attesa, anche tra i 60.000 pensionati italiani all’estero ai quali questo Governo con la Legge di Bilancio per il 2025 ha negato gli aumenti della pensione legati al costo della vita, per la pubblicazione dell’importante Sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità dei blocchi avvenuti negli ultimi anni della perequazione automatica delle pensioni.
Sappiamo che la Corte Costituzionale si è riunita il 29 gennaio u.s. e dopo aver esaminato alcune Ordinanze delle Corti dei Conti delle Regioni Toscana e Campania (che nel 2024 avevano sollevato questioni di legittimità costituzionale delle norme che nel corso degli ultimi anni avevano introdotto la riduzione e/o il blocco dell’adeguamento di alcune tipologie di pensioni all’inflazione) avrebbe deciso che la perequazione automatica delle pensioni deve essere garantita in modo integrale – anche a partire dal 2024.
Se le cose stessero così, e noi lo auspichiamo, la legge che ha privato i nostri pensionati all’estero della perequazione automatica sulle loro pensioni potrebbe essere ritenuta incostituzionale e dunque eventualmente da annullare. Infatti la pronuncia della Corte riconoscerebbe il diritto dei pensionati a una rivalutazione totale senza riduzioni nel rispetto dei principi di uguaglianza e tutela previdenziale garantiti dalla Costituzione. Chi ha quindi già subito una riduzione potrebbe aver diritto al ricalcolo della pensione e tale adeguamento influenzerebbe anche le future rivalutazioni, evitando che le pensioni restino legate a importi ridotti per gli anni a venire.
Dobbiamo tuttavia attendere ora la pubblicazione ufficiale della sentenza per capire se saranno o potranno essere chiariti i dubbi anche sulle pensioni dei nostri connazionali residenti all’estero e penalizzate per il 2025.
Fonte: Ufficio Stampa On. Fabio Porta