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Porta (PD): Sugli accordi bilaterali non si sblocca lo stallo delle attivita’

Il Governo risponde alla mia interrogazione spiegando le difficoltà economiche ma garantendo tuttavia un impegno futuro per la stipula e il rinnovo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi dell’America Latina.

Avevo recentemente interrogato  i Ministeri del Lavoro e degli Esteri denunciando la sospensione dell’attività dello Stato italiano tesa a garantire agli italiani residenti all’estero una adeguata tutela socio-previdenziale. Mi preoccupava (preoccupa) soprattutto il fatto che Paesi di emigrazione italiana come Cile, Perù, Messico, Ecuador siano ancora esclusi dal sistema di tutela previdenziale in regime internazionale e che gli accordi stipulati con gli altri Paesi (in particolare quelli con Brasile e Argentina) siano oramai obsoleti e lacunosi nelle coperture soggettive (soggetti assicurati) e oggettive (benefici garantiti). Ha risposto , devo dire questa volta con sollecitudine, il sottosegretario agli Esteri On. Bruno Archi, il quale ha purtroppo ribadito – come era già successo nelle precedenti legislature – che la difficile situazione congiunturale e l’inderogabile esigenza di contenimento della spesa pubblica spiegano le difficoltà momentanee di giungere alla ratifica o al rinnovo degli accordi bilaterali di sicurezza sociale. Il Governo tuttavia garantisce l’impegno, vista l’importanza delle relazioni bilaterali con l’America latina, a individuare soluzioni adeguate per promuovere la conclusione e la ratifica dei suddetti accordi. Promesse che abbiamo gia’ sentito, frustrazioni che abbiamo gia’ vissuto, speranze che abbiamo gia’ perso. Non e’ ovviamente solo una questione di soldi come ci vogliono far credere. Mancano soprattutto interesse e volontà politica.

Continuiamo a collezionare rifiuti o rinvii dai Governi che si succedono tutti poco sensibili alle problematiche dell’emigrazione.

Eppure, nel caso specifico, i benefici che deriverebbero dalla vigenza di accordi internazionali aggiornati di sicurezza sociale sarebbero fruiti non solo da migliaia di lavoratori attualmente privi di copertura ma anche dalle imprese italiane interessate ad evitare la doppia contribuzione per migliorare la propria competitività sul piano internazionale, e la stipula e il rinnovo degli accordi – a costi molto limitati – oltre a garantire una giusta tutela previdenziale rappresenterebbero un importante veicolo politico per il rafforzamento delle relazioni sociali, politiche ed economiche tra l’Italia e i Paesi dell’area latino americana.

Continuerò la mia battaglia con l’auspicio che prima o poi ci sarà una inversione di marcia nelle politiche dello Stato italiano a favore delle nostre collettività residenti all’estero.

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