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Porta (PD) chiede al Governo di stipulare l’accordo fiscale con l’Uruguay, paese che ha aderito agli standard internazionali

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Roma, 22 giugno 2016 – Ufficio Stampa On. Fabio Porta

In una sua interrogazione ai Ministeri competenti, il Presidente del Comitato degli italiani nel mondo della Camera illustra come l’Uruguay abbia aggiornato i propri standard di trasparenza fiscale 

In una interrogazione ai Ministeri degli Affari Esteri e dell’Economia e delle Finanze l’On. Fabio Porta, Presidente del Comitato per gli Italiani nel mondo della Camera dei deputati, ha sollecitato la stipula dell’accordo bilaterale con l’Uruguay contro le doppie imposizioni fiscali. Porta ha ricordato ai Ministeri che l’Uruguay è uno dei grandi Paesi dell’America Latina ancora escluso dalla rete di accordi fiscali ratificati dall’Italia ma ha voluto anche sottolineare che le preclusioni che finora hanno impedito la stipula dell’accordo sono venute a cadere. Infatti – spiega Porta nella sua interrogazione – ora l’Uruguay è diventato uno dei 130 Paesi membri del Global Forum sulla trasparenza fiscale e sullo scambio di informazioni, con Segretariato presso l’Ocse, che è l’organismo al quale il G20 ha affidato il compito di promuovere e monitorare l’effettiva trasparenza fiscale per quanto riguarda lo scambio di informazioni su richiesta (con l’emissione periodica di giudizi e rating sulla performance) e il nuovo standard unico globale di scambio automatico di informazioni fiscali a fini finanziari. Inoltre, sottolinea il deputato PD eletto all’estero, recentemente, l’Uruguay ha anche firmato la  Multilateral Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters  espandendo così la propria capacità di contrastare l’elusione e l’evasione fiscale internazionale e impegnandosi pienamente a procedere a scambi di informazioni fiscali in funzione delle regole Ocse. L’On. Porta denuncia quindi che l’assenza di una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali con l’Uruguay non solo crea problemi di potestà impositiva e di doppia tassazione per le numerose collettività di emigrati, lavoratori e pensionati ma può compromettere e limitare anche l’avvio di attività economiche e finanziarie di imprese italiane e uruguayane  che rischiano un’applicazione incerta o penalizzante di norme che se invece fossero regolate da una convenzione eliminerebbero le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti e contrasterebbero l’elusione e l’evasione fiscale. Porta chiede ai Ministeri interrogati quali iniziative intendano adottare per accelerare e definire l’iter negoziale finalizzato alla stipula di un accordo contro le doppie imposizioni fiscali tra l’Italia e l’Uruguay e soddisfare così le aspettative e le richieste pressanti di cittadini e imprese al fine di eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio e stimolare così una ripresa dei rapporti economici e finanziari tra i due Paesi.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Legislatura 17

Primo firmatario: PORTA FABIO

Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Al Ministero degli Affari Esteri, Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

–           l’Italia ha stipulato una serie di convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l’evasione e l’elusione fiscale;

–           le convenzioni per evitare le doppie imposizioni sono trattati internazionali con i quali i Paesi contraenti regolano l’esercizio della propria potestà impositiva al fine di eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti;

–           nell’area dell’America latina l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali solo con l’Argentina, il Brasile, l’Ecuador e il Venezuela ma non lo ha ancora fatto con l’Uruguay, Paese dove risiedono decine di migliaia di italiani e operano migliaia di imprese italiane;

–           l’assenza di una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali con l’Uruguay non solo crea problemi di potestà impositiva e di doppia tassazione per le numerose collettività di emigrati, lavoratori e pensionati ma può compromettere e limitare anche l’avvio di attività economiche e finanziarie di imprese italiane e uruguayane  che rischiano un’applicazione incerta o penalizzante di norme che se invece fossero regolate da una convenzione eliminerebbero le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti e contrasterebbero l’elusione e l’evasione fiscale;

–           l’Uruguay fa ora parte dei 130 Paesi membri del Global Forum sulla trasparenza fiscale e sullo scambio di informazioni, con Segretariato presso l’Ocse, al quale il G20 ha affidato il compito di promuovere e monitorare l’effettiva trasparenza fiscale per quanto riguarda lo scambio di informazioni su richiesta (con l’emissione periodica di giudizi e rating sulla performance) e il nuovo standard unico globale di scambio automatico di informazioni fiscali a fini finanziari;

–           recentemente, nell’anno in corso, l’Uruguay ha anche firmato la  Multilateral Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters  espandendo così la propria capacità di contrastare l’elusione e l’evasione fiscale internazionale e impegnandosi pienamente a procedere a scambi di informazioni fiscali in funzione delle regole Ocse;

–           con l’Uruguay tentativi negoziali sono stati esperiti dall’Italia nel 1988 e, successivamente, nel 2009; una prima bozza di accordo è stata inviata a Montevideo il 5 aprile 2011, sulla quale  non sappiamo se l’Uruguay abbia  finora trasmesso le proprie osservazioni;

quali iniziative intendano adottare i Ministri interrogati per accelerare e definire l’iter negoziale finalizzato alla stipula di un accordo contro le doppie imposizioni fiscali tra l’Italia e l’Uruguay e soddisfare così le aspettative e le richieste pressanti di cittadini e imprese al fine di eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio e stimolare così una ripresa dei rapporti economici e finanziari tra i due Paesi.

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