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Deputati PD estero: valorizzare gli enti gestori nel decreto attuativo per la scuola italiana all’estero

ROMA, 18 GENNAIO 2017

 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato entro la data-limite del 15 gennaio i decreti attuativi della legge 107/2015 sulla Buona Scuola. Tra essi, anche quello riguardante la disciplina della scuola italiana all’estero.

Si tratta, ad una prima lettura, di una complessa opera di riorganizzazione e modernizzazione della normativa che in questo campo si era sedimentata nel corso di decenni. Si era proceduto per aggiustamenti successivi, senza una visione unitaria. Questa maggiore organicità ora esiste, dal momento che il decreto prevede l’insieme delle tipologie di intervento formativo e regola il reperimento e il trattamento del personale, direttivo docente e amministrativo.

Il sistema della formazione italiana nel mondo è inquadrato nei contesti multiculturali e multilinguistici delle società contemporanee. Esso si articola in scuole italiane pubbliche, in scuole paritarie, in altre scuole (internazionali, europee, ecc.), in associazioni delle scuole italiane all’estero, in interventi per la promozione della lingua e della cultura italiana, in lettorati. Si afferma il principio della programmazione triennale, indispensabile per soggetti che devono misurarsi con le normative e gli ordinamenti scolastici di altri Paesi, e si richiama la metodologia dei piani Paese, che nel recente passato ha dato buoni risultati in termini di coordinamento degli interventi e di partecipazione dei protagonisti reali della formazione alla definizione dei programmi. Si ribadisce l’invio di un contingente di personale nei limiti determinati dalla spending review disposta con la finanziaria del 2012, vale a dire 674 unità, si prevedono forme, anche a distanza, di formazione e di aggiornamento continuo del personale e si fa riferimento alla possibilità di limitate assunzioni in loco.

Per le iniziative di promozione della lingua e cultura all’estero che il MAECI può finanziare, quelle per intenderci meritoriamente realizzate dagli enti gestori, si affermano le priorità, che condividiamo con convinzione, del bilinguismo, dell’integrazione di corsi curricolari ed extracurricolari nelle scuole locali,della qualificazione permanente del personale.

Proprio l’estensione della rete formativa assicurata dagli enti gestori e la qualità del loro lavoro ci porta a focalizzare con particolare attenzione il ruolo di tali soggetti. Gli enti gestori, che hanno conquistato sul campo una loro fisionomia formativa, giuridica e operativa e che sono i soggetti meglio inseriti nei contesti locali, sono definiti in termini generali come “soggetti senza fini di lucro attivi nella diffusione e promozione della lingua e cultura italiana nel mondo”. Essi, per il peso che hanno nel sistema formativo all’estero, andrebbero nominati con nome e cognome e indicati come il perno degli interventi di diffusione e promozione. Un passo importante in questo senso si è fatto eliminando, su nostra esplicita richiesta, l’abrogazione della 153. Al momento dell’espressione del parere sul decreto, chiederemo di considerare l’opportunità di un riferimento positivo e specifico.

Accanto a questa osservazione, ci sembra opportuno farne un’altra, relativa agli spazi ancora limitati di utilizzazione del personale locale, purché rigorosamente dotato dei requisiti e dei titoli richiesti,  nell’esercizio delle attività formative e amministrative. Il sistema formativo italiano all’estero non deve essere unidirezionale, ma deve aprirsi a scambi e influenze reciproche tra le diverse esperienze formative.

I decreti sulla Buona Scuola saranno presentati alle Camere per i pareri previsti. Ci prepariamo, dunque, a dare il nostro costruttivo contributo di miglioramento al decreto che ci riguarda.

Per quanto concerne, infine, le risorse destinate a finanziare le strutture, le attività e il personale per il 2017 e per i prossimi anni, esse non sono in alcun modo messe in discussione dal decreto, sicché il sistema formativo nel mondo, una volta compiuta la ripartizione dei 20 milioni del Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, per la quale chiediamo tempi molto rapidi, potrà godere dei buoni frutti della legge di Bilancio 2017 e della disponibilità che il Governo ha concretamente dimostrato.

I deputati PD Estero: Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi

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