BERLUSCONI E GLI ITALIANI NEL MONDO

Un’anticipazione della colonna “Panorama” della rivista italo-brasiliana “Insieme” del mese di luglio, nella quale l’On. Fabio Porta esprime alcune considerazioni sulla visita di Berlusconi in Brasile.

portapaulista

Roma, 30 giugno 2010

“Il Presidente Berlusconi ha incontrato al Circolo Italiano di San Paolo i rappresentanti di una delle più grandi collettività italiane al mondo; la Presidente del Comites, Rita Blasioli Costa, ha rivolto al Presidente del Consiglio un saluto breve ma articolato, non mancando di elencare le principali richieste delle nostre comunità residenti all’estero.

Nel suo intervento immediatamente successivo il Presidente Berlusconi ha completamente e poco educatamente ignorato tali rivendicazioni, che gli erano state rivolte in forma ferma ma garbata a nome dei nostri connazionali residenti in Brasile e dei milioni di italo-discendenti che vivono in quel Paese.

Peccato, perché così facendo il capo del governo italiano ha perso un’altra importante occasione per esprimere le reali intenzioni sue personali e dell’esecutivo che dirige rispetto ad una delle più grandi risorse del nostro Paese: le collettività che vivono all’estero.

A San Paolo come a Toronto l’unico riferimento agli italiani che vivono all’estero di Berlusconi è stato l’invito a trascorrere le vacanze in Italia per aiutare la nostra malconcia economia a riprendersi.

Un po’ poco per una risorsa unica e straordinaria che sicuramente (e il Canada ed il Brasile erano due “casi tipo”) può offrire al nostro Paese molto ma molto di più che qualche giorno al mare o in montagna in compagnia dei lontani parenti.

Una risorsa che avrebbe bisogno di essere anzitutto conosciuta, quindi rispettata ed infine valorizzata; un impegno che passa dal serio riconoscimento del ruolo fondamentale del sistema di rappresentanza (Comites, Cgie, Parlamentari), da un adeguato investimento sulla diffusione della nostra lingua e cultura (e quindi soprattutto sulle giovani generazioni) e dalla piena tutela assistenziale e previdenziale dei cittadini più bisognosi, gli anziani in primo luogo.

Sì, perché non bisogna mai dimenticare che accanto ai tantissimi italiani e loro discendenti che hanno “fatto l’America” ce ne sono ancora molti che vivono in condizioni di difficoltà e di indigenza. Si tratta di persone anziane, perlopiù nate in Italia e prevalentemente residenti in Sudamerica, ai quali l’invito a trascorrere le vacanze nel Belpaese potrebbe suonare di cattivo gusto se non offensivo.

E infine, caro Presidente, la rete diplomatico-consolare. Un sistema che rischia di non essere più degno di un Paese del “G8”, forse nemmeno del “G20”. E ciò tanto in relazione ai servizi destinati alla nostra collettività che alle sfide poste all’Italia da una globalizzazione sempre più serrata e competitiva tra le grandi potenze mondiali”.

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