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2008-2018: in Parlamento con il cuore tra gli italiani del Sudamerica

Dieci anni di attività parlamentare per rafforzare il legame tra l’Italia e l’America Latina

Diplomazia parlamentare e sostegno ai servizi consolari: questi i due principali impegni del mio mandato di deputato

Negli ultimi dieci anni ho avuto il grande onore di dare il mio modesto contributo dal Parlamento italiano alle politiche nei confronti dell’America Latina e, soprattutto, a quellerivolte alle grandi collettività italiane che in quel continente vivono da oltre un secolo.

Dieci anni caratterizzati da alterne vicende; governi di segno opposto si sono alternati in Sudamerica. Analogamente anche l’Italia è stata governata dal centro destra dal 2008 al 2013 e dal centro-sinistra dal 2013 al 2018.

Nelle relazioni istituzionali un ruolo importantissimo ha avuto la cosiddetta “diplomazia parlamentare”, che a volte ha sostituito e in altre occasioni supportato la diplomazia dei diversi governi.

Ricordo a questo proposito alcune esperienze che ho avuto modo di vivere in prima persona: nel 2009 la missione a Brasilia con il Vice Presidente della Camera dei Deputati Maurizio Lupi, per discutere con i Presidenti di Camera e Senato brasiliani sui delicati sviluppi del caso “Battisti”; o ancora il lavoro svolto dalle commissioni parlamentari bilaterali Italia-Brasile, guidate prima dallo stesso Lupi e poi dalla sua successore Marina Sereni; indimenticabile la missione parlamentare in Venezuela del 2014, quando per la prima volta e su mia iniziativa, tutti gli eletti all’estero di quel continente si recarono a Caracas per incontrare esponenti del governo e dell’opposizione;  sempre dedicata alla crisi venezuelana la video-conferenza tra i parlamentari dei gruppi di amicizia Italia-Venezuela, da me presieduta, nel 2017; un ricordo al quale sono particolarmente legato è la mia partecipazione, a nome della Presidente della Camera Laura Boldrini, alla commemorazione ufficiale dei 70 anni della Repubblica italiana nel Parlamento dell’Uruguay; voglio infine ricordare le tante audizioni svolte presso la Commissione Esteri con le madri e le nonne di Plaza de Mayo o gli altri familiari delle vittime delle dittature sudamericane degli anni ’60,  per tenere alta l’attenzione dell’Italia e del mondo sugli orrendi crimini commessi da quei regimi.

Un lavoro a tutto campo, quello da me svolto con onore e grande senso di responsabilità, forte del mandato ricevuto dai nostri connazionali residenti in Sudamerica e. in un certo modo, dai 60 milioni di ‘italici’ che vivono nel continente.

Quando, a nome del Parlamento italiano, sono stato presente all’insediamento di alcuni capi di Stato (Lugo in Paraguay, Tabarez Vasquez in Uruguay o Mauricio Macri in Argentina) mi sono sentito due volte a casa, la prima per la mia decennale convivenza in quel continente e la seconda per la condivisione ‘italica’ di quell’esperienza con milioni di discendenti dei nostri emigrati.   Stessa emozione ho provato nell’udienza privata che, insieme ai cinque colleghi eletti in Sudamerica, abbiamo avuto con Papa Francesco, il primo Pontefice italo-latinoamericano, un ‘italico’ a tutto tondo.

In ragione di questa storia e di questa presenza ho dedicato buona parte del mio mandato di parlamentare al sostegno ai consolati e ai servizi da questi ultimi forniti ai nostri connazionali; una collettività così grande merita e necessita una struttura più forte e capillare, tanto in termini di risorse umane che di strumenti e infrastrutture.   Oggi, grazie ad una mia iniziativa parlamentare, i consolati del Sudamerica riceveranno ogni anno un terzo di quanto incassato grazie alle numerosissime domande di riconoscimento ‘ius sanguinis’ della cittadinanza italiana.  Nel 2018 saranno quasi 8 milioni di euro, prevalentemente destinati ai grandi Paesi di emigrazione italiana, mirati al miglioramento dei servizi consolari e alla eliminazione di lunghe e antipatiche giacenze. Un risultato, anche questo. dell’impegno parlamentare e della sensibilità del governo che mi ha sostenuto in sede di approvazione della legge finanziaria.

Risultati che, insieme all’istituzionalizzazione delle conferenze italo-latinoamericane e al consolidamento della sua organizzazione (l’IILA), costituiscono per me il miglior lascito del lavoro parlamentare e un significativo riferimento per la strada da perseguire nel rafforzamento del rapporto strategico e prioritario del nostro Paese con una regione unica per le caratteristiche storiche e le grandissime potenzialità economiche per l’internazionalizzazione delle nostre imprese.

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